Collezione
Quello che è considerato il più sensuale degli elementi si svela fra le strette vie del centro fiorentino, dove nel 1292 nacque l'Arte minore dei 'Cuoiai e Galigai'. Questa pianta selvatica dai piccoli fiori che nasce  spontanea nei terreni scoperti, è asciutta come si dice sia il carattere dei fiorentini. Nella memoria dei suoi piccoli fiori c’è una nota di freschezza e di equilibrio. Sono tradizionalmente femminili quelle mani che, con un solo gesto sapiente, racchiudono la grande foglia di tabacco per farne un sigaro. Delicate come quelle di Caterina De' Medici che per prime portarono al naso l'ebbrezza asciutta del tabacco. Non fu Zeus che dormiva su un letto di zafferano. E non furono i Romani che lo usavano per tracciare il cammino degli imperatori. NNé i persiani che lo chiamavano Safra, giallo, simbolo dell'oro e della luce. In città giunse dopo l'anno mille con le carovane da oriente, portando in ogni oncia il ricordo di centomila fiori raccolti alla luce dell'alba. È per tutti Giaggiolo:questo delicato fiore primaverile. Fu scelto a simbolo di Firenze Repubblica nel medioevo. Ci vogliono più di mille giorni di essiccazione per estrarne l'essenza dalle radici. In certi giorni di primavera è quasi un richiamo che arriva da piccoli vasi che sbucano dalle finestre basse. O appena fuori le mura, in collina a ridosso dei muri a secco. O nei mercati, magari chiusi fra i fogli di un giornale. Sono Gli Odori: salvia, rosmarino e la infinita magia che ci regalano...
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